Questa scuola, il cui nome tedesco significa letteralmente "totalità" o "forma organizzata", è stata fondata da Max Wertheimer insieme agli assistenti più giovani Wolfgang Köler e Kurt Koffka.
Con indagini sperimentali (adottando modelli di spiegazione validi ancora oggi) la Gestalt studia fenomeni della percezione, e li spiega come frutto di un incontro tra dati forniti dai sensi e schemi preesistenti della nostra mente che organizzano come tali dati. Secondo i rappresentanti di questa scuola, noi non vediamo le cose così come sono, ma come risultano dopo alcune operazioni inconsce compiute dalla mente sui dati sensibili.
La Gestalt ha studiato anche a lungo il fenomeno della percezione visiva..
La domanda a cui la Gestalt vuole rispondere è "perché le cose appaiono come appaiono?", formulata in questo modo incisivo da Kurt Koffka.
La Gestalt ha dimostrato che la percezione sensoriale, e in modo particolare la percezione visiva, svolge un ruolo creativo: non registra passivamente i dati della realtà "così come sonno", ma è attiva, classifica e interpreta le sensazioni.
La Gestalt, e in primo luogo Max Wertheimer, hanno individuato i principi del raggruppamento degli oggetti innati: si tratta di schemi innati che collegano e organizzano dati che riceviamo attraverso l'organo della vista.
I principi più importanti sono i seguenti:
Continuità: Tendiamo a raggruppare oggetti che possono essere visti l'uno il continuo dell'altro. Nell'esempio vediamo due linee, rispettivamente 1-2 e 3-4, invece di quattro linee spezzate.
Chiusura: Siamo portati a raggruppare gli elementi in modo che formino una figura chiusa, e quindi tendiamo a "completare" una figura nonostante le parti mancanti, come in queste figure qui a fianco.
Pregnanza: Raggruppiamo gli elementi che possono costruire una figura semplice, regolare, simmetrica: in questa figura vediamo una T e solo con difficoltà due rettangoli continui.
Esperienza passata: Raggruppiamo gli elementi associati nella nostra esperienza precedente: se non conoscessimo glia la lettera E, non potremmo raggruppare le linee.



Buon inizio...
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